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Gli studiosi delle patrie memorie, che si
sono occupati di Taviano, concordano nel
ritenere che il paese abbia avuto origini
romane anche se, fantasiosamente, Luigi
Cipolla afferma che abbia origini più
remote, che risalgono ai Cretesi (900 a.C).
Padre Bonaventura da Lama sostiene che
l'origine romana di Taviano sia da
attribuire all'epoca della repubblica romana
(267 a.C), quando il
Salento venne conquistato e sottomesso a
Roma.
L'Arditi, invece, la fa risalire al I secolo
d.C, quando l'imperatore Cesare Ottaviano
venne in questa zona e la popolazione, presa
da grande entusiasmo per i suoi trionfi,
volle chiamare il paese "Ottaviano", in suo
onore.
Entrambe le affermazioni, pur riferendosi ad
epoche diverse, trovano riscontro nello
stemma civico del paese raffigurante un
tralcio di palma. Da qui le due ipotesi: -
la palma potrebbe riferirsi alle vittorie
ottenute da un centurione romano di nome
Ottaviano che, grazie ai meriti militari
acquisiti durante i combattimenti, avrebbe
ottenuto una parte della terra conquistata
ed ivi fondato il sito di "Octavianus", in
seguito divenuto
Taviano; - la palma potrebbe significare
il simbolo per eccellenza della grandezza
dell'imperatore Cesare Ottaviano, da cui
avrebbe tratto nome il paese. Comunque, sia
la prima che la seconda ipotesi sull'origine
del paese e del nome, nonostante la carenza
di fonti storiche certe, concordano entrambe
con il simbolo civico della palma, pianta
simbolo della grandezza e che, nella
simbologia araldica, per la sua forma
slanciata e per la chioma rigogliosa, indica
l'ascesa, la vittoria, la rinascita. Altri
studiosi hanno cercato di risalire alle
origini del paese studiandone la derivazione
toponomastica. Significativa è la polemica
tra il Battisti, che nega l'origine greca
del toponimo e il Rholfs che lo fa derivare
da "Tabos". Quest'ultimo, a sostegno della
sua tesi, si rifà al pensiero di altri
studiosi, i quali affermano che la desinenza
(ano), comune a diversi paesi della terra
d'Otranto (Casarano,
Spongano...), è di chiara derivazione greca,
piuttosto che latina. Il Battisti, invece,
afferma che il nome "prediale" latino (Tavianii)
sarebbe collettivo plurale irrigidito,
utilizzato per denominare non un possesso
individuale, ma il patrimonio di una
discendenza (Octavianus). Questa risulta
l'ipotesi più accreditata.
Del nome Ottaviano, comunque, il paese si è
fregiato per secoli e ne è testimonianza un'
iscrizione della Chiesa Matrice del 1483 in
cui si legge: "Ottaviano" e, a detta
dell'Arditi, un'altra iscrizione: "Baro
Octaviani fecit. Anno domini 1506",
riportata su una pisside della medesima
chiesa, ora perduta. Il nome di Ottaviano
appare anche in numerosi documenti ritrovati
negli archivi e nei regi Quinternioni, in
atti notarili del 1589-1614.
Col passare del tempo gli abitanti del
paese, per accorciare il nome "Ottaviano",
hanno tolto la vocale iniziale e la doppia
"t" e, per aferesi, si è avuto Taviano. In
una carta geografica del 1714 , realizzata
da Domenico De Rossi, si legge: "Tauianu".
Evidentemente, il De Rossi ha trascritto la
voce popolare della località alterandone,
comunque, la dizione dialettale visto che,
in dialetto, si usa dire "Taianu".

Taviano, riconosciuta città il 2 maggio 1996
con decreto del Presidente della Repubblica
Oscar Luigi Scalfaro, sorge nella parte
meridionale della penisola salentina e dista
46 Km da Lecce, capoluogo di provincia.
Confina con i comuni di Parabita, Matino,
Melissano, Racale e
Casarano. Possiede una frazione
denominata Marina di
Mancaversa che
si affaccia sul mare Jonio.
Il territorio ha un'estensione di circa 40
Km, pianeggiante, con una piccola parte
collinare denominata Castelforte.
Il sottosuolo è costituito da sabbioni
calcarei con acqua sorgiva che varia da 3 a
10 metri di profondità, rendendo la zona tra
le più fertili della provincia.
La rete stradale ha una lunghezza di 140 Km
di cui 55 Km interessano le strade
cittadine, 85 Km quelle extraurbane
utilizzate per collegamenti agricoli, e 18
Km le strade statali e provinciali.
La zona, prevalentemente agricola, si avvale
della coltura di oliveti secolari, vigneti,
alberi da frutta e fiori, su cui si basa
tutta l'economia del paese. Sono presenti
una struttura adibita a mercato
ortofrutticolo, sito sulla provinciale per
Casarano, e una struttura denominata "Mercaflor"
adibita a mercato floricolo per la
commercializzazione dei relativi prodotti.
Particolare importanza è data alla coltura
dei fiori che negli ultimi anni ha concesso
l'uso del marchio ufficiale di controllo di
qualità a "TAVIANO CITTÀ DEI FIORI" allo
scopo di caratterizzare e valorizzare la
vasta gamma di prodotti tipici della
floricoltura. Gli addetti al settore
dell'agricoltura sono circa 3.000, in quello
artigiano-manifatturiero circa 750, mentre
in quello del commercio circa 290.

Coordinate: Latitudine: 39° 59′ 0′′ N
Longitudine: 18° 5′ 0′′ E [1]
Altitudine: 54 m s.l.m.
Superficie: 21 km²
Abitanti: 12.632 31-12-04
Densità: 596 ab./km²
Frazioni: Marina di
Mancaversa
Comuni contigui:
Gallipoli, Matino, Melissano, Racale
CAP: 73057
Pref. tel: 0833
Codice ISTAT: 075085
Codice catasto: L074
Nome abitanti: tavianesi
Santo patrono: San Martino di Tours; Madonna
del Miracolo
Giorno festivo: 11 novembre
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