Offerta Case Vacanza nelle seguenti localita' del Salento - Costa Jonica : 

Torre San Giovanni

Torre Mozza

Lido Marini

Torre Pali

Pescoluse

S.Gregorio

Torre Suda

Mancaversa

Gallipoli

Marina di Ugento

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CHARACTERISTICS

 
 Il Salento, generalmente conosciuto anche come penisola salentina, è la parte meridionale della Puglia, situata tra il mar Ionio ed il mar Adriatico e delimitato dalla cosiddetta "soglia messapica", una depressione che corre lungo la linea Taranto-Ostuni e che lo separa dalle Murge. È denominato il "tacco d'Italia". I vertici ideali della penisola salentina sono:

Taranto, nell'omonima provincia;
Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi,
Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.
La penisola salentina ha una configurazione pianeggiante in cui si distinguono i primi rilievi delle Murge tarantine a nord-ovest, il Tavoliere di Lecce al centro, le ondulazioni delle Serre a sud. Storicamente occupa il territorio dell'antica Terra d'Otranto. Bisogna poi precisare che il Salento, anche dal punto di vista linguistico, non comprende la città di Taranto (dove si parla il dialetto tarantino), né il resto della sua provincia ad ovest del capoluogo (dove si parla generalmente il dialetto pugliese), né il resto della provincia di Brindisi a nord di Ostuni (dove l'accento viene influenzato dal dialetto barese). Al di sopra di tali confini, la lingua può quindi essere definita generalmente "pugliese", appartenente alla tipologia "meridionale". Al di sotto invece, si parla il dialetto salentino, appartenente alla tipologia "meridionale estremo" e più simile alla lingua siciliana, in particolare al dialetto della Sicilia orientale.

 

Incontrastata capitale mondiale del Barocco, la Firenze delle Puglie, è ricca di monumenti, chiese, cattedrali, palazzi e musei, una vera e propria esplosione di arte e di cultura. Da visitare:la Basilica di S.Croce, il Convento dei Celestini, il Teatro Romano, la Cattedrale, Piazza del Duomo.

Nella  splendida si potrà ammirare il Castello Alfonsino tra le ampie e alte mura fiancheggianti la città , da cui si gode lo splendido panorama offerto dal porto turistico. Giungendo alla Cattedrale bizantina, una delle più grandi della regione, si ammirerà un’opera del 1100 che racchiude l’intero pensiero medioevale: il mosaico pavimentale.

Grecia  Salentina

La Grecia Salentina comprende nove comuni: Calmiera, Castrignano dei Grci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino. Ciò che qualifica l’area è la lingua, che è riuscita a sopravvivere nel Salento, territorio pianeggiante, e quindi con facilità di comunicazione. L’impronta greca è presente nell’architettura, nella musica popolare e nella gastronomia.

Lungo la costa ionica si può giungere al Santuario di Santa Maria di Leuca. Sarà emozionante sostare sul pezzo di terra che segnava la “finibus terrae” per i Romani, il punto d’incontro tra i due mari.

Dal greco “Kale Polìs”, “città bella”, la “Perla dello Jonio” è situata su un isolotto fortificato collegato alla città moderna da un ponte del ‘600 alla cui estremità si presenta la Fontana Greca. Da visitare: la Basilica di Sant’Agata, la Chiesa della Purità, la Fontana Greca.

Ha origini antichissime e si divide in due nuclei abitati: Castro superiore e Castro Marina. Il primo conserva tuttora importanti vestigia del suo antico splendore: i resti di un Maniero cinquecentesco; i quattro torrioni delle diroccate mura che cingevano la città.
Castro Marina, invece, con le sue case e con le sue villette raccolte in una insenatura della costa, rappresenta in estate un’oasi di pace e di spensieratezza.  Da visitare: la Grotta della Zinzulusa e la preistorica Grotta Romanelli.

E’ un mosaico di storia e di cultura, una città dove tradizione e folklore si intrecciano costantemente al moderno “modus vivendi”. Da visitare:la Chiesa di Casaranello.

Ugento
È la terra del sole orlata da panorami dolci e selvaggi. Ugento assume, ancora oggi, l’aspetto del borgo antico difeso dal castello medievale. In questa cittadina i muri e le pietre parlano più della preistoria che della storia. Da visitare: il Castello, la Cattedrale, le mura messapiche e il Museo di Archeologia.

La Grecìa Salentina, nel Salento centrale, è un'Isola linguistica nonché un territorio con un'identità culturale a sé stante. Alcuni dei suoi 50.000 abitanti parlano il dialetto neo-greco noto come grecanico o griko. Questo territorio comprende undici comuni, nove dei quali di lingua ellenofona: a Calimera, Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino si aggiungono Carpignano Salentino e Cutrofiano, di recente ingresso e non ellenofoni.

      

Le Torri

Disseminate, come sentinelle, sia lungo il litorale jonico ed adriatico, per avvisare e segnalare le incursioni dei nemici, sia nell’entroterra, le Torri, innalzate intorno al ‘500, rappresentano dei veri e propri gioielli di edilizia militare. Tra le più importanti: Torre Sabea; Torre Suda; Torre S.Giovanni; Torre Mozza;Torre Mammarie;Torre Pali; Torre Vado.
Una funzione difensiva avevano anche le Masserie fortificate, costruzioni quasi fiabesche, che compaiono inaspettate agli occhi del viaggiatore che attraversa la campagna salentina. Esse rappresentano veri e propri monumenti dell’architettura rurale ed espressione della civiltà contadina salentina. Tra le più interessanti: Masseria “Li Quarti” a Galatina e la Masseria “Pali” ad Ugento.
Immersi nei colori contrastanti del verde e del marrone non passano certamente inosservate costruzioni quali i Trulli: la loro presenza è dovuta al bisogno di lavorare e manipolare i prodotti della terra sul posto e alla struttura geologica ricca di banchi di pietra. Queste singolari abitazioni, usate come ripari temporanei o giornalieri, si trovano disseminate su tutto il territorio salentino.

Uno fra i simboli più importanti della tradizione e cultura salentina è la presenza in molti paesi del capoluogo di luoghi sotterranei, propriamente denominati Frantoi Ipogei. E’ proprio in questi luoghi che si compiva l’ultimo atto di quel processo fondamentale su cui poggiava in grande misura l’economia Salentina, la produzione di olio d’oliva che partiva dalla raccolta delle olive e terminava con la macinatura delle stesse in questi anfratti sotterranei.

Il Salento è una terra ricca di reperti neanderthaliani. Il termine Menhir proviene dal dialetto bretone e significa “pietra lunga”. Sono lunghi parallelepipedi monolitici conficcati nella roccia, per questo si chiamano “pietrefitte” e si possono trovare isolati o raggruppati in allineamenti in modo da formare dei complessi.
Nel Salento si contano almeno cento Specchie. Sono luoghi di avvistamento diurno e notturno del sapiens-cacciatore che, poi, sono diventati luoghi di incontri sacri associati al culto del sole. Sono tumuli di terra e pietre con all’interno strutture domeniche o tombe a fossa.
Accanto alle specchie, sono presenti anche i Dolmen, le più antiche architetture d’Europa. Si tratta di un monumento megalitico costituito generalmente da un lastrone di pietra appoggiato orizzontalmente su pietre infitte verticalmente nel terreno, così da formare un ambiente, per lo più ad uso sepolcrale molto spesso coperto da un tumulo.  

Tra le tessere più preziose che compongono il territorio salentino, un posto di primo piano spetta ai luoghi della sacralità.
Le cattedrali più belle si trovano sicuramente a Gallipoli, a Lecce, a Nardò, a Otranto e a Ugento.

Lungo la costa Jonica del Salento esistono realtà naturalistiche di pregio, meritevoli di attenzione sia per gli scorci suggestivi che conservano, sia per la tutela dell’ambiente naturale che rappresentano. Tra esse spiccano:
  • la “Palude del Conte”, nel comune di Porto Cesareo, caratterizzata anche dalla notevole presenza di rare orchidee e orchidacee protette;
  • l’”Isola di S. Andrea e il litorale di Punta Pizzo”, nel comune di Gallipoli, zona contraddistinta da coste rocciose con la presenza di “habitat prioritari” sotto forma di steppe salate e di salicornia;
  • Porto Selvaggio e la Palude del Capitano”, nel comune di Nardò, ubicata tra la Torre dell’Uluzzo e la Torre dell’Alto: le colline che si susseguono lungo la costa, le rigogliose pinete che le ricoprono, gli anfratti rocciosi e le grotte creano un suggestivo paesaggio che tiene fede al suo nome.
 

     

La Gatronomia

La cucina tipica salentina è umile e povera, ma molto nutriente e ricca di sapori, specchio delle tante dominazioni che si sono avvicendate in queste terre lasciando tracce indelebili nell’arte culinaria. La cucina salentina è poi quella tipica mediterranea che si arricchisce dei profumi e dei sapori del mare e della terra.

Alcuni pasti hanno origini antichissime, come nel caso dei fichi secchi altamente energetici, che le massaie romane davano ai loro mariti, oppure la puccia e le uliate, pane condito con olive nere e volendo, anche con cipolle, pomodori e un pizzico di peperoncino.

Come primi piatti, la pasta delle tagliatelle unita ai ceci diventa ciceri e tria, un piatto popolare ora molto apprezzato. Le tagliatelle ritorte e condite con sugo di pomodoro, formaggio ricotta e basilico, diventano le sagne ‘ncannulate che ricordano le colonne tortili delle decorazioni in stile barocco.

Le orecchiette e i maccheroncini (minchiareddhri) sono poi un piatto molto apprezzato e genuino che, unito a verdure o carne, diventa anche molto gustoso. Come secondi piatti, la mancanza di grandi allevamenti ha favorito la fantasia delle massaie che si sono inventate saporite focacce di patate e ricotte ripiene di verdure (pitte).

I turcinieddhri, involtini fatti con interiora di agnello e insaporiti con erbe, sono poi tra i piatti più antichi e caratteristici della cucina salentina. La necessità di consumare un pasto molto energetico nel breve spazio di una pausa, durante il faticosissimo lavoro della terra, imponeva ai contadini di portare delle vivande semplici che si potevano mangiare rapidamente, come fichi e legumi secchi e le frise d’orzo (quelle di grano erano destinate ai signori), pane biscottato che, dopo essere stato messo a bagno in acqua, si poteva condire con pomodoro, olio, rucola e origano. La taieddhra è poi il trionfo della versatilità culinaria del Salento: è fatta con zucchine, patate, carciofi, cipolle, pomodori e cozze nere.

I purceddhruzzi e le ‘ncarteddhrate sono i dolciumi tipici di Natale e sono fatti con pasta dolce modellata a palline o a strisce avvolte come rose, arricchite da anesini (confettini di anice) e miele. Ogni pasto si completa con l’aggiunta di due prodotti dalla storia millenaria, il vino e l’olio d’oliva, l’oro liquido, che qui acquistano un sapore e un profumo gradevole e invitante.

  

L'Artigianato Locale

Durante una passeggiata per le vie di un centro storico di qualunque paesino o cittadina del Salento, non è difficile imbattersi in qualche piccola bottega in cui i veri e propri “maestri del mestiere” lavorano con passione e abilità incredibili, i materiali più disparati, come cartapesta, terracotta e pietra leccese. Ma l’artigianato salentino si esprime in diverse forme, in cui materiali rudi come il ferro, o poveri come i giunchi intrecciati, trovano le più alte espressioni artistiche.

Il Sud Salento pullula di varie attività artigianali. Molto diffusa è la produzione di tessuti e di ricami, nonché di merletti e pizzi di ottima fattura. La lavorazione della terracotta è diffusa un po’ in tutto il Salento: piatti, scodelle, pignate, vasi si producono da Nardò a Gallipoli, da Cutrofiano a Ruffano. La lavorazione della terracotta non si limita alla produzione di oggetti per la casa, ma anche di giochini come fischietti, campanelle, e dei “pupi” che continuano ad animare i presepi. Famosissima anche la lavorazione della cartapesta leccese: conosciuta sin dalle antiche civiltà, introdotta poi dagli Arabi nell’occidente, qui si perfeziona una insolita tecnica di carta pestata, poltiglia macerata, fuoco… Lecce documenta, sin dal XVII sec., una ininterrotta produzione che guadagnava, nelle grandi mostre internazionali d’arte sacra, medaglie d’oro e riconoscimenti dai Sovrani d’Europa.

Ancora oggi la cartapesta si lavora in antiche e nuove botteghe, ed è oggetto di esportazione.

 

Arrivare nel Salento

In auto:
Autostrada fino a Bari; Superstrada Bari – Brindisi – Lecce; S.S. 101 Lecce – Gallipoli; S.S. 274 Gallipoli – Santa M. di Leuca con le diverse uscita direzione costa Jonica per le varie localita' .
www.viamichelin.com

In treno:
Ferrovie dello Stato fino a Lecce: www.trenitalia.it
Tel. 892021
Ferrovie locali Lecce – Ugento: http://web.tiscali.it/sudest
Tel. 800.079090

In aereo: Aeroporto di Brindisi Casale:

www.alitalia.it
www.airone.it
www.ryanair.com
 

Dall’aeroporto di Brindisi in pullman per Lecce:

www.seap-puglia.it/default.asp?idlingua=1&idContenuto=454

In pullman:


per Ugento da Lecce: www.stplecce.it/test/index.php?page=orari#
Tel. 0832 316951
per Ugento da Firenze o Roma: www.marozzivt.it
Tel. 080 579 0111
per Ugento da altre città italiane ed europee: www.marinobus.it
Tel. 199.800.100

 


 
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