|
Prima tappa obbligata per ogni turista è il
Santuario della Madonna di Leuca o de
Finibus Terrae (della frontiera). Davanti al
Santuario e ad uno dei più importanti fari
d'Italia (48 mt. di altezza - 102 mt. dal
livello del mare) si apre un ampio piazzale
che è come un vasto balcone sull'infinità
del mare sulla cittadina sottostante.Alla
Marina si può scendere per la doppia rampa
di scalinate (circa 300 scalini per rampa)
che degradando lungo il pendio della
collina,fanno da argine alla cascata
monumentale aperta solo di tanto in tanto, e
che terminano ai piedi della collinetta
proprio vicino al Porto, su una piazzetta al
centro della quale si erge la Colonna Romana
monolitica (vedi foto sopra). Tutto questo
complesso monumentale è a ricordo di una
grande opera che ha termine proprio in quel
punto: L'acquedotto Pugliese. Di fronte si
apre il porto turistico- peschereccio, uno
dei più attrezzati della
Puglia con una
capienza di circa 1000 imbarcazioni
all'attracco.Il turista può scegliere due
itinerari:continuare per le strade del paese
e, ad un certo punto, si troverà in un
lungomare largo circa 20 metri che costeggia
il mare per circa 2 km, dal porto alla
Punta Ristola;
oppure può chiedere subito la disponibilità
di una barca da diporto, per una visita alle
grotte del litorale.Santa Maria di Leuca è
una delle frazioni del comune di Castrignano
del Capo insieme a Salignano e a Giuliano di
Lecce, in provincia di Lecce.
È la propaggine più meridionale tra i
vertici ideali del Salento, insieme a
Taranto nell'omonima provincia e a Pilone
nel territorio di Ostuni (BR).
È una rinomata località turistica.
In passato era amministrativamente divisa
fra il comune di Gagliano del Capo per la
parte ove è ubicato il Santuario di Santa
Maria de Finibus Terrae, e il comune di
Castrignano del Capo per la parte compresa
tra punta Ristola e
Punta Meliso;
una vicenda legale tra i comuni di
Castrignano del Capo e Gagliano del Capo,
appena conclusa dopo 83 anni, ha stabilito
che Leuca ricade interamente nel comune di
Castrignano del Capo.
Più precisamente si intende per Santa Maria
di Leuca la zona sopra il promontorio su cui
si trova la Basilica e il faro (che con la
sua altezza di 48 metri e la sua
collocazione a 102 metri sul livello del
mare è uno dei più importanti d'Italia),
mentre la
Marina di Leuca è situata più in basso e
compresa tra la punta Meliso e la
punta
Ristola.
È consuetudine ritenere che la punta Meliso,
estremo lembo del tacco d'Italia,
rappresenti il punto d'incontro tra le acque
del Mar Adriatico e del Mar Ionio; in realtà
tale considerazione è errata, in quanto
secondo tutte le carte nautiche e gli
accordi internazionali tale punto d'incontro
è rappresentato dal punto più ad est
d'Italia, chiamato
Punta Palascia,
nei pressi di Otranto, localizzata in
prossimità del 40° parallelo nord, quindi
Leuca è interamente bagnata dal Mar Ionio.
L'errore di questa credenza è tuttavia
sostenuto dal fatto che a Punta Meliso è
spesso visibile una linea di separazione,
ben distinguibile cromaticamente, dovuta
all'incontro fra le correnti provenienti dal
golfo di Taranto e quelle dal canale
d'Otranto,
suggerendo alla fantasia popolare un confine
fisico fra due mari.
Dall'ottobre 2006, il suo territorio rientra
nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di
Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla
Regione Puglia allo scopo di salvaguardare
la costa orientale del Salento, ricca di
pregiati beni architettonici e di importanti
specie animali e vegetali.
Poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto
il livello del mare, giace lo scafo del
sommergibile oceanico italiano Pietro Micca,
affondato durante la seconda guerra mondiale
col suo equipaggio di 58 marinai.
La leggenda narra che
Santa
Maria di Leuca (o forse Porto Badisco)
sarebbe stata il primo approdo di Enea.
Successivamente sarebbe qui approdato San
Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina,
iniziò la sua opera di evangelizzazione, per
poi giungere a Roma dove fondò la Chiesa. Fu
allora che Leuca assunse il suo nome
completo di "Santa Maria di Leuca". Il
passaggio di San Pietro è anche documentato
dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul
piazzale della Basilica, recentemente
ristrutturata.
Una scalinata di 184 gradini collega la
Basilica al sottostante porto facendo da
cornice all' Acquedotto Pugliese che,
terminando a Leuca, sfocia in mare: la
costruzione dell'opera iniziò nel 1906, poi,
con l'inizio della prima guerra mondiale, i
lavoro si fermarono e furono ripresi solo
dopo la conclusione della guerra. Quindi
l'Acquedotto Pugliese giunse a
Leuca
nel 1939, anno in cui l'opera fu completata.
La monumentale scalinata e la colonna romana
che ne segna il termine furono inviate da
Roma dal Duce Benito Mussolini.

|