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La valle di Badisco terminando verso il mare
forma un porticciolo
(Porto Badisco)
che si apre fra Punta Scuru e il Capo
Palascìa.
La leggenda narra che Enea, nel suo viaggio
in Italia, si fermo' proprio a Badisco.
Importantissimo ritrovamento, per gli studi
della preistoria, è stato la scoperta della
“Grotta dei Cervi”, così denominata per le
numerose scene di caccia al cervo
rappresentate sulle pareti. Questi dipinti
ed atri ancora sparsi per tutta la grotta
sono la testimonianza della presenza, in
questo luogo, di esseri umani che l’ hanno
abitata nel lontano Paleolitico Superiore
fino al Mesolitico e Neolitico. Alcune
figure dipinte richiamano quelle presenti
nelle grotte spagnole e del Mas d’Azil.
...costituita da uno dei
pochi esempi di costa alta ancora integra
dell'Italia peninsulare.Ricca di fenomeni
carsici ed erosivi." Così la Legge della
Regione Puglia istitutiva del parco costiero
descrive il tratto di costa che da
Otranto si dirige
verso S.
Maria di Leuca: nel centro di questo
territorio si trova Porto Badisco. La natura
che si apre attorno a questo semplice borgo
di pescatori ha caratteristiche di grande
interesse: la costa, puntellata di calette e
anfratti riserva particolari geologici di
spettacolare bellezza, come la Marmitta dei
Giganti, una flora ricca di piante
medicinali e rare specie endemiche, una
fauna selvatica nidificante, arricchita da
un notevole passaggio migratorio che
entusiasma anche i bird-watchers meno
esperti. Ma soprattutto le cavità carsiche
del sottosuolo conservano la Grotta dei
Cervi: questo complesso ipogeo, che quattro
millenni fa ospitò i primi abitanti della
zona, racchiude numerosi ideogrammi
parietali di epoca neolitica. In questa zona
le Aziende Agricole "Grotta dei Cervi" e
"Torre di Santo Emiliano" offrono ai
visitatori un punto di partenza attrezzato
per escursioni a piedi o a cavallo alla
scoperta delle meraviglie storiche e
naturalistiche della zona.

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